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Sede di Baselice

Baselice è un paese della provincia di Benevento, dista dal capoluogo di provincia 55 km..
Il suo territorio è compreso fra i 303 ed i 966 m s.l.m.
Fa parte della Comunità Montana Zona del Fortore, ed appartiene alla Regione Agraria n. 2 - Alto Tammaro ed Alto Fortore.
Prodotti: cereali, vino, olio, frutta. Molto famoso, fra i vini, è il Moscato.
Fino a non molto tempo fa il suo territorio era rinomato per due sorgenti di acque minerali; una ferruginosa in contrada Scaletta e l'altra sulfurea, detta Acqua di Puccini in contrada Costafilaccia.
CENNI STORICI
Sulla scorta di una solenne lapide rinvenuta, ma creduta falsa dal Mommsen, gli si fece derivare il nome da una basilica che si pensa nella zona edificata da Settimio Severo.
La sua prima forma onomastica apparsa in carte normanne è quella di Basilicae che si ripete fino agli Angioini, allorché incomincia a prodursi la forma di Castrum Basilicis, donde l'odierna Baselice.
Il nome potrebbe altresì, derivare dal bizantino Basilici, da cui derivò Basilicata perché viventi sotto le leggi bizantine così chiamate dall'imperatore Leone VI di Bisanzio detto il Sapiente .A comprova di ciò, potrebbe stare il fatto che realmente allora questa contrada faceva parte della Capitanata (provincia di Foggia) che era sotto il dominio greco, e compresa nella soppressa diocesi di Civitate, di rito bizantino, come la diocesi di Morcone, a cui questi paesi[non chiaro] furono aggregati in seguito.
Il nome, tuttavia, potrebbe essere derivato anche dal longobardo Basilicus titolo di chi recava gli ordini del sovrano (Borgia, I, 36).
Sempre sulla famosa lapide rinvenuta, si pensa che in contrada Porcaro, sia esistita l'antica Murgantia città sannitica, detta da Livio: valida urbs (X, 17), presa d'assalto dal Console romano Publio Decio Mure, nel 296 a.C.
Nella diocesi e nella contea di Civitate fu dunque Baselice in principio, quando esisteva il casale di Monte Saraceno, così detto dai barbari che lo edificarono.
Poi tutti e due, continuando ad essere nel giustizierato di Capitanata, passarono in feudo ai fratelli Mastrali. Quindi sotto gli Angioini una parte di Baselice, con il castello di Porcara, ora distrutto, passò alla Badia Sofiana di Benevento e l'altra a Santa Maria a Mazzocca di Foiano.
Il paese poi staccato da Porcara e da Monte Saraceno fece feudo a sé.
Nel 1727 una frana lo seppellì quasi per intero.
Verso i primi anni del XVIII secolo s'ingrossò degli abitanti dei villaggi di Porcara e Monte Saraceno ora distrutti.
Fino al 1811 è appartenuto alla provincia di Foggia, poi con Foiano passò al Molise, allorché venne dichiarato capoluogo di circondario fino al 1861, anno in cui passò alla provincia di Benevento.
Il nome, tuttavia, potrebbe essere derivato anche dal longobardo Basilicus titolo di chi recava gli ordini del sovrano (Borgia, I, 36).
Sempre sulla famosa lapide rinvenuta, si pensa che in contrada Porcaro, sia esistita l'antica Murgantia città sannitica, detta da Livio: valida urbs (X, 17), presa d'assalto dal Console romano Publio Decio Mure, nel 296 a.C.
Nella diocesi e nella contea di Civitate fu dunque Baselice in principio, quando esisteva il casale di Monte Saraceno, così detto dai barbari che lo edificarono.
Poi tutti e due, continuando ad essere nel giustizierato di Capitanata, passarono in feudo ai fratelli Mastrali. Quindi sotto gli Angioini una parte di Baselice, con il castello di Porcara, ora distrutto, passò alla Badia Sofiana di Benevento e l'altra a Santa Maria a Mazzocca di Foiano.
Il paese poi staccato da Porcara e da Monte Saraceno fece feudo a sé.
Nel 1727 una frana lo seppellì quasi per intero.
Verso i primi anni del XVIII secolo s'ingrossò degli abitanti dei villaggi di Porcara e Monte Saraceno ora distrutti.
Fino al 1811 è appartenuto alla provincia di Foggia, poi con Foiano passò al Molise, allorché venne dichiarato capoluogo di circondario fino al 1861, anno in cui passò alla provincia di Benevento.
Signori di Baselice furono i baroni Petruccelli.
ARTE E CULTURA
Nel campo dell'arte si ricorda D'Arcangelo Domenico nato a Baselice (BN) il 21.11.1909 da Raffaele e Filomena Parisi, scomparso il 20/06/1996. È stato uno scultore di terracotta e marmo, la sua produzione artistica ha meritato numerosi riconoscimenti e attestati di merito. Conosciuto da tutti come "zio Minguccio", discende da una famiglia di artigiani-artisti che hanno caratterizzato, per quanto riguarda la produzione della terracotta, la vita locale degli ultimi due secoli.


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